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Gioielli Tibetani

Gioielli Tibetani

In Tibet, i gioielli tibetani non hanno solo una funzione estetica ma soprattutto simbolica.

La maggior parte dei gioielli è realizzato con pietre simboliche ed elementi organici entrambi selezionati per i loro poteri protettivi, taumaturgici e religiosi.

Sono amuleti e reliquiari che contengono formule magiche, incantesimi e preghiere. I pendenti-reliquiario si presentano sotto varie forme: rotonda, quadrata, ovale o a mandala e sono realizzati in oro, argento o rame. La superficie è spesso arricchita da decori simbolici eseguiti ad incisione o a sbalzo.

Le collane possono assumere dimensioni veramente imponenti con grosse gemme come il corallo, l’ambra, il turchese, e l’agata bianca e nera.

Il corallo, molto apprezzato, conferisce forza e porta fortuna. La sua particolarità metamorfica e la sua relativa rarità lo hanno reso da sempre particolarmente prezioso e ricercato.

Fino dall’antichità la varietà più pregiata di corallo proveniva dal Mediterraneo, in Asia era considerata pietra sacra per eccellenza. Alcuni racconti narrano che posta sul capo ricoprisse il ruolo di intermediario tra l’uomo e il Dio

Marco Polo, nel XIII secolo, annotava che sia le donne che gli uomini usavano il corallo nelle collane, per adornare gli idoli e anche per le loro acconciature

Per i buddisti l’azzurro è il cielo mentre il rosso è la luce e, uniti assieme questi due simboli, richiamano l’insieme delle energie naturali.

Il turchese è infatti un altro dei materiali che non possono mancare nei gioielli tibetani , incastonato in sezioni di varia grandezza e forma per creare mosaici colorati e mandala.

Usato nelle collane, in lastre tagliate e lucidate in varie forme

Altra protagonista della gioielleria tibetana è l’ambra, resina fossile a cui sono attribuite capacità curative. L’ambra più ricercata, per la sua particolare tonalità di giallo, è quella proveniente dal Baltico, che arriva in Tibet attraverso la Russia ed il Turkestan.

Anche l’ambra viene utilizzata abbondantemente inserita sia nelle acconciature che nelle collane di dimensioni talvolta impressionanti.

I monaci tibetani non indossano generalmente gioielli se non un particolare “rosario” in grani di vario materiale, tenuto tra il polso e la mano per permettere di recitare i vari mantra.

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